miércoles, 29 de abril de 2020




COME PREPARARE LA CREMA AL BICARBONATO CHE ELIMINA RUGHE, MACCHIE DELLA PELLE E PUNTI NERI

Per eliminare problemi estetici come rughe, macchie della pelle e punti neri, spesso si ricorre a trattamenti e creme molto costose. In realtà è possibile preparare un eccellente rimedio usando degli ingredienti alla portata di tutti.

Di seguito ti suggeriamo la ricetta di una crema fai da te che è eccellente per eliminare rughe, macchie della pelle e punti neri, e che è possibile preparare a casa in pochissimo tempo.

Per preparare il rimedio hai bisogno di 2 cucchiai di bicarbonato di sodio, acqua minerale naturale, limone (solo per chi ha la pelle grassa), aloe vera e olio d’oliva.

Mescola l’acqua col bicarbonato di sodio fino a farli integrare perfettamente tra loro. Aggiungi il succo di limone e continua a mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Per aumentare l’efficacia della crema, aggiungi al composto anche un’aspirina tritata.

Lava e asciuga il viso prima di applicare la crema fai da te, evitando la zona intorno agli occhi. Fai agire per 25 minuti poi risciacqua con abbondante acqua. Applica 3 volte a settimana per circa un mese.

FONTE: https://www.rimedio-naturale.it/come-preparare-la-crema-al-bicarbonato-che-elimina-rughe-macchie-della-pelle-e-punti-neri.html



EL COVID-19 PUEDE PERMANECER EN LUGARES ENCERRADOS

Investigadores del laboratorio Estatal de Virología de la Universidad de Wuhan indicaron que debido a la pandemia causada por el creciente número de contagios por coronavirus, distintos estudios se han dedicado a comprobar si es posible el contagio por medio del aire.

De acuerdo con el estudio publicado en la revista Nature, el coronavirus puede permanecer en el aire de los espacios que carecen de ventilación, es importante mencionar que el mayor factor de riesgo es el contacto con las gotículas de una persona infectada.

Además se investigó la naturaleza aerodinámica del SARS-CoV-2 midiendo el ARN viral con “trampas de aerosol”, en diferentes áreas de dos hospitales de Wuhan, China, durante el brote de COVID-19 en febrero y marzo de 2020 y encontraron fragmentos del material genético del virus flotando en el aire de los baños de dichos hospitales.

Las áreas en donde la concentración del virus fue menor, la detectaron en las salas de aislamiento y las habitaciones ventiladas para pacientes, dedujeron que el virus está presente en el aire de espacios cerrados o en áreas propensas a la aglomeración, posiblemente debido a portadores infectados en la multitud.

"Nuestros resultados indican que la ventilación de la habitación, el espacio abierto, la desinfección de la ropa de protección y el uso y la desinfección adecuados de las áreas de baño pueden limitar la concentración de ARN de SARS-CoV-2 en aerosoles”, de acuerdo con los investigadores.

Por otro lado, Linsey Marr, científica especializada en aerosoles del Instituto Politécnico y Universidad Estatal de Virginia, asegura que una gotícula de saliva es muy pequeña para quedarse flotando en el aire por un tiempo prolongado, refiriéndose a espacios públicos o ventilados, lo cual hace poco probable que el virus pueda alojarse en la ropa de las personas.

Además, un estudio de 2005 en donde científicos examinaron el síndrome respiratorio agudo grave (SARS), el cual es otro tipo de coronavirus, en muestras virales de papel y en una prenda de algodón, descubrieron que dependiendo de la concentración del virus, este puede tardar en volverse inactivo de cinco minutos a 24 horas.

Un informe del Daily Mail, en el que científicos lograron capturar la trayectoria de un estornudo de una persona sana mediante cámara lenta, mostró que las gotas virales que se expulsan durante una tos o un estornudo pueden viajar entre 10 y 30 metros por segundo en un ambiente cálido y húmedo.

Por lo que las gotas de saliva de una persona infectada podrían quedar atrapadas en los flujos de aire acondicionado o en la ventilación que se encuentra en los espacios públicos como supermercados y hospitales. En cuanto a las que se quedan en el aire perderán su impulso y se evaporarán.

A pesar de que el virus esté menos concentrado en las áreas ventiladas, debes tomar en cuenta las medidas de higiene necesarias para prevenir el contagio por coronavirus, no olvides lavarte las manos con frecuencia, evitar tocarse los ojos, la boca y la nariz con las manos sin lavar.

Limpia y desinfecta las superficies y artículos de alto contacto como: mesas, perillas de puertas, interruptores de luz, manijas, escritorios, inodoros, grifos, fregaderos, artículos electrónicos, entre otros.

FUENTE: https://www.elcinco.mx/viral/el-covid-19-puede-permanecer-en-lugares-encerrados




CONTRO LA RITENZIONE IDRICA, NATURALMENTE

Eliminare il gonfiore dovuto a uno scarso ricambio d’acqua nell’organismo è possibile anche senza ricorrere ai farmaci.

Oddio, come sono gonfia…. Può capitare, specialmente alle donne, di trovarsi improvvisamente con le gambe gonfie, la cintura che stringe un po’, una sensazione generale di disagio: non sono ingrassate, è semplicemente l’organismo che trattiene troppa acqua.

Ci sono fasi della vita - la gravidanza, ma anche l’arrivo del ciclo mestruale - in cui trattenere liquidi in eccesso è normale.

In altri casi il fastidioso gonfiore è dovuto al consumo di alcuni farmaci, ma in genere il gonfiore è dovuto a cattiva circolazione, o a uno stile di vita sbagliato.

Bene quindi correre ai ripari, prima che il problema si cronicizzi aprendo la porta a pelle a buccia di arancio e cellulite.

Meno sale in tavola
Prima di tutto con una dieta corretta: in un organismo sano - non dimentichiamo che l’eccesso di acqua nei tessuti può essere la spia di malattie serie come disfunzioni cardiache o renali - i problemi di ritenzione dipendono prima di tutto da un’alimentazione troppo ricca di sale.

È proprio l’equilibrio tra sodio e potassio nell’organismo, infatti, a favorire la corretta eliminazione dei liquidi.

Il primo passo quindi è eliminare gli alimenti troppo salati - insaccati, formaggi stagionati, patatine, cibi fritti o da fast food - imparando a usare spezie, succo di limone e peperoncino per insaporire le vivande.

Molto importante anche limitare alcol e dolci e abbondare in frutta e verdura fresca, scegliendo soprattutto quella molto colorata ricca di vitamina C e antiossidanti che proteggono i capillari.

Il passo successivo è garantirsi un funzionamento regolare dell’intestino e prevenire la stitichezza che contribuisce alla sensazione di gonfiore, scegliendo alimenti ricchi di fibra: pane, pasta e cereali integrali, e ancora verdure.

Tanta acqua, ma non troppa
Ma si deve anche bere a sufficienza, all’incirca un litro e mezzo di acqua al giorno, corrispondenti più o meno a sei bicchieri.

Bere troppo non serve, si correrebbe il rischio di eliminare sostanze importanti come i sali minerali, può essere utile invece scegliere un’acqua a basso contenuto di sodio se si preferisce la minerale.

Ma va benissimo anche acqua di rubinetto oppure tisane, calde d’inverno e fatte rinfrescare d’estate.

Metti in moto la circolazione
Molto importante anche l’attività fisica, soprattutto perché contribuisce a riattivare e rinforzare il microcircolo: ideali le passeggiate a piedi o in bicicletta e il nuoto, accompagnate da qualche movimento di stretching, mentre possono essere controindicati gli sport che prevedono impatti frequenti con il terreno come jogging o tennis.

Indispensabile ovviamente smettere di fumare, visto che il fumo provoca ritenzione e causa problemi di circolazione.

E, soprattutto se il problema riguarda le gambe, è bene evitare di rimanere a lungo fermi al sole e indossare indumenti troppo stressi che ostacolano la circolazione.

Natura amica delle donne
Anche la fitoterapia può dare una mano, sia con tisane o applicazioni esterne di creme o lozioni, sia con veri e propri trattamenti.

Si utilizzano piante con effetti diuretici - ossia che stimolano l’attività dei reni - che aumentano la resistenza dei capillari o che favoriscono il drenaggio, cioè l’eliminazione di acqua dai tessuti.

Tra le prime, l’orthosiphon o thè di Giava e l’equiseto - da evitare in caso di insufficienza renale - la gramigna, la pilosella e il tarassaco, una pianta amara che si consuma anche in insalata, oltre al gambo di ananas, da non usare in caso di acidità di stomaco o ulcera.

Per aumentare la resistenza capillare sono molto utili l’ippocastano, la centella asiatica, che è anche leggermente diuretica, la vite rossa e il rusco, mentre tra le piante con azione drenante ricordiamo la betulla, i gambi di ciliegio e il carciofo.

I preparati diuretici devono essere comunque assunti con cautela, ed è assolutamente da evitare l’uso di farmaci diuretici se non prescritti da un medico.

Per trovare sollievo, particolarmente nella stagione calda, possono essere utili bagni o pediluvi tiepidi con acqua addizionata di sale comune, oppure si può fare una «doccia scozzese» usando il telefono della doccia per bagnare le gambe alternativamente con getti di acqua tiepida e fredda.

FONTE: https://www.saperesalute.it/contro-la-ritenzione-idrica-naturalmente



EL CONSUMO DE CARNE ES INSOSTENIBLE

Hoy en día, el consumo de carne ya es insostenible ecológicamente y las previsiones auguran que en 2050 la demanda de carne y productos lácteos se doblará a nivel mundial; por ello, será necesario tomar medidas para abordar este problema, pues la industria ganadera es responsable de casi un 20% de las emisiones de gases de efecto invernadero… y el cambio climático debe afrontarse de forma inminente.

Gravar con impuestos específicos aquellos productos que puedan tener un impacto negativo en la salud de la población o el medio ambiente es una estrategia utilizada por los gobiernos desde hace décadas. Primero fue el tabaco, un clásico. Ya son más de 180 los Estados que gravan el tabaco con impuestos específicos y restricciones, pues los costes sanitarios que acarrea no son pocos. Lo mismo para el consumo de alcohol. Recientemente, en nuestro país y en 25 más, se ha legislado sobre el impuesto que grava las bebidas azucaradas, pues el aumento del consumo de azúcar añadido en bebidas y alimentos procesados ha derivado en una importante alerta sanitaria que se prevé que puede empeorar en el futuro.

Según un informe del grupo inversor Farm Investment Risk and Return (FAIRR), el producto que sigue en esta lista será la carne, pues aplicar un impuesto a la carne será inevitable y probablemente esto se hará a nivel internacional en un plazo de cinco a diez años.

¿Por qué un posible impuesto sobre el consumo de carne?
El maltrato animal es inherente a la industria cárnica. No obstante, este indiscutible argumento todavía no es el más importante para los legisladores… Sin embargo, se tienen en cuenta otros aspectos y por ello se ha empezado a discutir sobre por qué es necesario gravar el consumo de carne con un impuesto específico.

Luchar contra el calentamiento global
El 28 de Noviembre de 2006, la Organización de las Naciones Unidas para la Agricultura y la Alimentación (FAO) presentó un informe titulado La Larga Sombra del Ganado (Livestock’s Long Shadow) en el cual se demuestra que la ganadería genera más emisiones de gases de efecto invernadero que los automóviles. Hasta un 20% del total de las emisiones globales. Concretamente, el 9% de las emisiones mundiales de CO2, el 37% de las de gas metano -más que las explotaciones mineras, petróleo y gas natural juntas- y el 65% de las de óxido nitroso (gas letal). Precisamente, estos dos últimos gases causan un efecto invernadero mucho más potente que el CO2.

Por tanto, el consumo de carne aumenta notoriamente nuestra huella ecológica. Ser vegano no es solamente una cuestión de respeto a los Derechos de todos los animales, también nos convierte en activistas en lucha para frenar el calentamiento global. Un estudio dirigido por la Universidad de Oxford en 2.014, concluyó que las emisiones de CO2 de las personas vegetarianas son un 50% menores de las de quienes consumen carne a diario, y las de las veganas, más de un 60%.

Consumo de carne y políticas de salud pública
Los estudios epidemiológicos realizados en Universidades y hospitales en diferentes países de todo el mundo, concluyen que el excesivo consumo de carne y lácteos en sociedades como la nuestra es pernicioso para la salud porque está directamente relacionado con diversas enfermedades que han devenido epidemia en Occidente: obesidad, hipertensión, diabetes, osteoporosis, cáncer de colon (entre otros), enfermedades coronarias, accidentes cardiovasculares, etc. Según la Agencia Internacional de Investigación sobre el Cáncer (IARC, por sus siglas en inglés), la institución especializada en esta enfermedad de la Organización Mundial de la Salud (OMS), las salchichas y el jamón fueron clasificadas en el grupo 1 de agentes cancerígenos, el cual también incluye el tabaco y el asbesto (amianto).

La OMS define como carne roja toda la carne muscular de los mamíferos, incluyendo carne de res, cerdo, cordero, caballo y cabra.

En 2.016, un estudio realizado en la Universidad de Oxford recomendaba gravar con un impuesto la carne roja de bovino un 40% y los lácteos un 20% debido a que esto podría evitar casi medio millón de muertes al año por enfermedades causadas por este consumo y además se reducirían drásticamente las emisiones de gases de efecto invernadero.

Estos datos ya no son subestimados por los gobiernos, pues el coste económico derivado de las partidas presupuestarias destinadas a la sanidad pública sale cada día más alto. Durante el año 2.016, en el Estado español, el consumo de carne per cápita se situó en 50,13 kilos.

El impuesto a las carnes ya está siendo discutido en los parlamentos de Alemania, Dinamarca, Suecia y China. El gobierno de Nueva Zelanda se planteó la Flatulence Tax, un impuesto sobre las emisiones de metano derivadas de las flatulencias del ganado bovino, una medida que finalmente se descartó. La directora de FAIRR, Maria Lettini, afirma que a medida que avance la implementación del acuerdo climático de París comenzaremos a ver acciones gubernamentales que busquen la reducción del impacto ambiental de la industria ganadera.

Lógicamente, las políticas relativas a los impuestos sobre la carne deberán ser introducidas y explicadas a la población de forma adecuada para que se comprenda por qué son tan necesarias. A la vez, se deben diseñar estrategias para proteger a las familias más pobres a las que les cuesta más comprar alimentos.

Dice Jonathan Verschuuren, profesor de la Facultad de Derecho de la Universidad de Tilburg, en los Países Bajos: «parece inevitable que el consumo de carne deba disminuir. Los desafíos son tan grandes, y los cambios que se necesitan son tan fuertes que deben usarse todos los instrumentos normativos posibles, incluido un impuesto sobre la carne».

La opulencia cárnica de unos se traduce en la extrema pobreza de otros. Reducir la ganadería significa reducir los campos destinados a cultivos de forrajes. Este puede ser el primer paso para empezar la supresión de los cultivos transgénicos y recuperar masa forestal y sistemas de agricultura tradicionales, además, permitiría que millones de toneladas de cereales destinadas a forrajes fueran destinadas directamente al consumo humano. Los desequilibrios ocasionados por los excesos de la carne son más que un pecado, nos permiten afirmar que un vegetariano además de respetar la vida de todas las especies es un activista en defensa de nuestro planeta y de aquellos que sufren enfermedades derivadas de la malnutrición. Sería una de las mejores políticas económicas para ayudar a los más pobres del Planeta.

Mark Post, el científico artífice de la primera hamburguesa presentada en 2013 a partir de «carne limpia» o carne elaborada a partir de células, considera que el actual sistema de producción de carne cambiará profundamente o desaparecerá. La ganadería industrial es una práctica obsoleta, responsable del mayor maltrato animal en la historia y destructora del medioambiente que, además, no podrá satisfacer la demanda mundial de carne en las próximas cuatro décadas.

Personalmente, no me convence para nada la idea de la carne de laboratorio, yo no la consumiré por cuestiones de paladar, pero no le cierro la puerta si abre el camino para lograr la abolición de la ganadería.

Autora: Helena Escoda Casas, Activista por los derechos de los Animales

Relacionado: Impuestos sobre la carne, una propuesta muy saludable
Bueno y Vegano, tu mensual 100% vegano
Publicado en Bueno y Vegano Febrero 2019
https://www.buenoyvegano.com/2019/02/09/consumo-carne-insostenible/



POTENZIA IL CERVELLO E MANTIENILO GIOVANE CON QUESTA GUSTOSA RICETTA

La salute del cervello parte dall’alimentazione. Non solo evitando i cibi che portano a un invecchiamento precoce del nostro organismo, ma anche prediligendo quelli che nutrono la mente, la rinforzano e la mantengono in salute.

Omega 3, vitamina K e A, vitamine del gruppo B, selenio sono sostanze essenziali per il nostro cervello e possono essere integrate attraverso una corretta alimentazione.

Le soluzioni sono veramente tantissime. C’è chi suggerisce, ad esempio, un frullato di pere con spezie a colazione, a pranzo un’insalata di spinaci con arance e semi di girasole, come Marwan Sabbagh, neurologo geriatra direttore del Banner Sun Health Research Institute, e lo chef Beau MacMillan, che hanno scritto un libro apposito di ricette contenenti vari piatti utili a proteggere il cervello, ad esempio, dall’Alzheimer.

“Mangiare diversamente – assicura Sabbagh – può aiutare il nostro cervello a funzionare meglio e, in ultima analisi, tener lontano l’Alzheimer. E così ho deciso di scrivere un libro che spiegasse alla gente in che modo la dieta può diminuire o viceversa aumentare i rischi di contrarre la malattia, e quali cambiamenti nelle scelte dei cibi possono essere messi in atto per ottenere benefici a lungo termine, sia per il nostro cervello, sia per il nostro corpo“.

Ma vediamo subito una ricetta di un’insalata gustosa e nutriente che fa bene alla nostra mente.

Insalata di cavolo con asparagi, olive, e scorza d’arancia

Questa ricetta è ottima per proteggere e nutrire il cervello, grazie alla sua alta dose di vitamina K. La vitamina K, infatti, protegge le cellule cerebrali. Il piatto contiene anche un ottimo quantitativo di vitamina A che agisce in supporto del nostro sistema nervoso.

Vediamo adesso gli ingredienti per 4 porzioni
Circa 300 grammi di cavolo
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
2 arance
450 grammi di asparagi, tagliati
½ tazza di olive assortite, snocciolate e tritate
½ cucchiaino di paprika
½ tazza di mandorle a fette

Strappate le foglie del cavolo e mettetele in una ciotola capiente con l’olio di oliva. Spremetele con le dita, schiacciando il cavolo, per circa 1 minuto. Tritate, finemente la scorza di 1 arancia e riponetela in una ciotola con il cavolo.

Affettate gli asparagi con un pelapatate e aggiungeteli alla ciotola con il cavolo, le olive, l’olio e la paprika e mescolate bene. Mettete in frigo per almeno 1 ora.

Poco prima di servire, preparate le arance. Utilizzando un coltello da cucina affilato, rimuovete la buccia e la parte centrale bianca e affettatele a spicchi. Dividete l’insalata in quattro porzioni e decorate con le fette d’arancia e le mandorle.

Se volete un cavolo marinato, prima di metterlo in frigo, aggiungete 2 cucchiai abbondanti di aceto e un pizzico di sale (poco perché le olive sono già salate).

FONTE: Scritto da Agnese Tondelli
https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/ricetta-per-potenziale-il-cervello/