jueves, 17 de noviembre de 2022
ALCOL D’AGLIO: COME PREPARARE L’INSETTICIDA CONTRO COCCINIGLIE, AFIDI E ALTRI INSETTI
Mantenendo un terriccio sano e buone pratiche di irrigazione, non dovrebbero verificarsi particolari problemi nei nostri piccoli orti. Tuttavia, può accadere che qualcosa sfugga al nostro controllo, e le invasioni di insetti sono tra i problemi più comuni.
Per eliminare i fastidiosi ospiti come afidi o cocciniglie è possibile ricorrere a ingredienti completamente naturali, per evitare di affidarci a pesticidi o altri prodotti tossici e dannosi.
Alcol e aglio sono due ingredienti naturali con eccellenti proprietà insetticide, repellenti e fungicidi. Di seguito ti spieghiamo come preparare l’alcol d’aglio per eliminare gli insetti che “attaccano” le piante.
Per preparare mezzo litro di insetticida hai bisogno di 6 spicchi d’aglio, due parti uguali di acqua e alcol bianco a 96° e un po’ di detergente biodegradabile per piatti (in alternativa, un pezzo di sapone di Marsiglia).
Macina gli spicchi d’aglio e versali in una bottiglietta dotata di diffusore spray, dopodiché versa l’alcol fino a riempirla a metà, e conserva per tutta la notte. Il giorno dopo, aggiungi l’acqua e il sapone, agitando bene per far integrare gli ingredienti.
Usare l’alcol d’aglio è semplicissimo: basta spruzzarlo sulle piante per allontanare afidi, cocciniglie, formiche, vespe e tanti altri tipi di insetto.
FONTE: https://www.rimedio-naturale.it/alcol-daglio-come-preparare-linsetticida-contro-cocciniglie-afidi-e-altri-insetti.html
BENEFICIOS DEL COMPOST EN EL SUELO DE CULTIVO
La materia orgánica o compost en el suelo tiene un papel primordial en el mantenimiento de su fertilidad y productividad. Actuando como la articulación de las partículas del suelo, que promueve una mejor estructura, aireación y drenaje, y resuelve problemas de compactación (arcilla) y degradación de los suelos muy ligeros (arena) entre otros.
El Compost orgánico actúa junto con las arcillas como potencial reservorio de nutrientes y agua para las plantas, evitando pérdidas por lixiviación así evitando la causa primaria de la erosión de los suelos cultivables.
El Humus es la etapa final de la transformación de la materia orgánica en suelo, cuenta con todas las características deseables de la materia orgánica.
La adición de materia orgánica en bruto en el suelo demanda períodos de hasta cinco años para que esto sea transformado por los microorganismos del suelo en humus.
Por lo tanto, el procesamiento en composteras surge como un método para acelerar el procesamiento de cualquier residuo orgánico.
Además de los macronutrientes como el nitrógeno que favorece el crecimiento foliar. Fósforo y potasio para frutas, flores y raíces, el compost contiene:
Zinc (Zn), cobre (Cu), hierro (Fe), manganeso (Mn), molibdeno (Mo), boro (B) y cloro (Cl) son considerados micronutrientes esenciales para los cultivos.
Las deficiencias de micronutrientes en cultivos representan una preocupación creciente, como han sido y pueden conducir a graves pérdidas. El cultivo en suelos de baja fertilidad y malas practicas agricolas han favorecido el aumento de las deficiencias de micronutrientes.
La disponibilidad de micronutrientes para plantas está influenciada por las características del suelo, tales como textura y mineralogía, contenido de materia orgánica, pH, humedad, y la interacción entre nutrientes. Los suelos de arena y pobres en materia orgánica son más propensos a la deficiencia de micronutrientes y lixiviación. Mejorando enormemente con la aplicacion de compost o vermicompuesto orgánico.
FUENTE: Joaquin Lima
https://elhorticultor.org/beneficios-del-compost-en-el-suelo-de-cultivo/
ORCHIDEA: I BENEFICI CONTRO LO STRESS E INSONNIA
L’orchidea è un fiore che rallegra tutti gli ambienti della casa; si può tenere anche in camera da letto poiché durante la notte rilascia ossigeno.
Questo flusso di ossigeno è benefico e salutare per l’uomo e riduce il rischio di attacchi di panico, ansia e insonnia. In particolare le orchidee di Dendrobium spogliano l’aria di xilene e altri solventi chimici che inconsapevolmente inaliamo per l’uso di detergenti, scarichi e scarti di pittura in casa.
Secondo l’ultimo studio dell’Università della North Florida, un enorme 68% delle persone ha confessato di essere stressato su base settimanale, il 32% afferma di essere stressato ogni giorno e il 25% di questi intervistati erano donne.
Le donne che vivevano e ricevevano fiori erano in grado di abbassare significativamente i livelli di stress e trasformare il loro umore in una disposizione felice e positiva.
Un po’ di storia…
Le orchidee sono tra le piante più antiche del mondo: la loro nascita si colloca a circa 65 milioni di anni fa. Alcuni resti sono stati rinvenuti sul Monte Bolca presso Verona.
Il loro nome si deve a Teofrasto, filosofo dell’antica Grecia che scrisse un trattato botanico dal nome “De Historia Plantarum”.
In questo trattato parla di alcune piante che avevano due tubercoli rotondeggianti alla base delle radici…. da qui il nome “Orchis“, che in greco antico significa testicoli.
Si deve però arrivare al XI secolo, per trovare il primo vero e proprio trattato di coltivazione delle orchidee pubblicato in Cina.
I cinesi amavano e amano molto questo fiore tanto da essere associato alle loro feste di primavera. Inoltre ritengono che avere un’orchidea in casa possa allontanare gli spiriti maligni.
Utilizzi del passato
In passato i tuberi radicali venivano bolliti, seccati e macinati per ottenere una farina simile alla fecola, chiamata salep.
Ricca di amidi e zuccheri, si credeva che avesse effetti benefici per la cura dell’infertilità sia maschile che femminile. Infatti i tuberi radicali hanno la forma degli organi riproduttivi maschili.
Inoltre veniva usata anche come emolliente, consigliata per le infiammazioni delle mucose e per la diarrea infantile. Nonostante oggi sia confermato che i suoi effetti terapeutici siano nulli, in passato le venivano attribuite anche elevate potenzialità antispasmodiche.
Come prendersi cura di un’orchidea?
L’orchidea di solito viene posizionata, insieme a un po’ di terreno, in un vasetto di plastica con dei fori sottostanti. Alcune volte esso non è visibile perché è nascosto dentro vasi di ceramica e altro materiale per abbellimento.
Il vasetto di plastica è importante perché contiene le radici dell’orchidea…. quando un’orchidea ha bisogno di acqua le radici sono argentee, altrimenti sono verdi.
L’orchidea generalmente va innaffiata per immersione una volta a settimana, posizionando l’orchidea con il suo vasetto di plastica in un recipiente contenente acqua.
Quando il colore delle radici è verdastro vuol dire che hanno ricevuto la quantità sufficiente di acqua.
È inoltre buona norma tenere le orchidee in una stanza della casa che sia raggiunta da molta luce… per loro è fondamentale. Attenzione però ai raggi diretti del sole!
Se la camera da letto è molto luminosa non aver paura di posizionare lì le tue orchidee…. infatti durante la notte non sottraggono ossigeno, anzi ne rilasciano una quantità sufficiente per migliorare la qualità del tuo sonno.
Varietà di orchidee facili da coltivare
Orchidea phalaenopsis
Tra le varietà di orchidee facili da coltivare, la Phalaenopsis è l’orchidea per eccellenza. I fiori sono di grandi dimensioni e i colori vanno dal tradizionale bianco al rosa, rosso, giallo, arancione, verde e viola intenso.
Per lei è sufficiente una media esposizione solare e un’ innaffiatura per immersione una/due volte a settimana a seconda della stagione.
Orchidea dendrobium
A differenza della precedente, questa varietà predilige l’irradiazione solare piena che le permette una fioritura di circa un mesetto.
Anche in questo caso l’irrigazione va effettuata solo nel caso in cui le radici aeree della pianta siano completamente asciutte, quindi una volta ogni settimana.
Orchidea paphiopedilum
Anche se meno affascinante delle seguenti, la Paphiopedilum rientra tra le orchidee più facili da coltivare. Ha bisogno di poca luce (va quindi collocata in penombra) e va innaffiata solo quando il substrato è completamente asciutto.
Orchidea oncidium
Detta anche “orchidea ballerina” per via della forma dei suoi fiori, è tra la varietà di orchidea che necessità di più luce. Va tenuta quindi in casa in stanze molto luminose. La sua fioritura è abbondante e i fiori hanno colori molto vivaci.
Strategie di impollinazione delle orchidee
L’impollinazione è molto importante per completare il ciclo riproduttivo della pianta.
Per questo molti fiori, come le orchidee, attraggono insetti e alcune volte uccelli per raggiungere il loro obiettivo. Un ruolo fondamentale viene svolto dalla fragranza del fiore…infatti gli insetti impollinatori hanno un apparato olfattivo più sviluppato di quello umano e vengono maggiormente guidati dagli odori.
Le sostanza odorose vengono sintetizzate a livello di piccole ghiandole (chiamate Osmofori) con secrezioni leggere molto volatili.
Alcune orchidee riescono ad elaborare le sostanze odorose facendole assomigliare ai feromoni, l’ormone che gioca lo stimolo chimico-sessuale degli animali.
Solamente la metà delle orchidee hanno un odore percettibile per l’uomo, mentre gli insetti percepiscono gli odori di quasi tutte le specie di questa grande famiglia.
Un ruolo importante viene poi offerto dalla forma del fiore.
All’interno delle orchidee un petalo è modificato in modo da attrarre l’insetto, esso viene quindi chiamato labello.
L’insetto intrigato dal labello segue un percorso sul fiore che lo porterà ad impollinarlo.
Questa strategia è molto utile per la pianta che viene così fecondata, ma non lo è per l’insetto che se ne va (quasi) a mani vuote. Infatti le orchidee non contengono molto polline.
FONTE: by valentina paolillo
https://www.ambientebio.it/permacultura/orto-giardino/orchidea-i-benefici-contro-lo-stress-come-migliora-la-qualita-del-sonno/
ÁCIDO FÓLICO BAJO: ¿POR QUÉ OCURRE Y CUALES SON SUS CONSECUENCIAS?
El ácido fólico es un nutriente esencial y su deficiencia podría acarrear complicaciones, como la anemia, los defectos del tubo neural y las malformaciones congénitas. Descubre más en este artículo.
En esta oportunidad queremos contarte cuáles son las consecuencias que acarrea tener el ácido fólico bajo y por qué ocurre. Este es un nutriente esencial que tiene acciones importantes en el cuerpo humano. Por ejemplo, sirve para producir células de la piel, las uñas y el pelo. Por ello, cuando no se aporta la cantidad necesaria pueden haber algunas complicaciones.
Esta sustancia, también conocida como vitamina B9, se encuentra en su forma inactiva (folato) en alimentos como los vegetales de hojas verdes, las legumbres y los cereales enriquecidos. Si bien se puede incorporar por medio de estos, hay algunas situaciones en las que es aconsejable recurrir a suplementos dietéticos.
¿Cuánto ácido fólico necesito?
El organismo necesita ácido fólico para producir ácido desoxirribonucleico (ADN) y otros tipos de material genético. De este modo, la cantidad diaria que el cuerpo debe ingerir depende de la edad y de la etapa de la vida que se atraviese. Las mujeres que dan el pecho y las embarazadas tienen requerimientos superiores del compuesto.
Según la evidencia científica, los adultos de ambos sexos necesitan 400 microgramos diarios de vitamina B9 y este valor aumenta a 500 0 600 microgramos en los casos mencionados.
Las embarazadas tienen requerimientos superiores de ácido fólico, por lo que son suplementadas.
¿Por qué puede haber deficiencia?
Por supuesto que, si no se consumen alimentos en los que este nutriente está presente, no se llegará a cubrir el aporte del mismo. Sin embargo, no es el único motivo por el que puede ocurrir. Según la revista Journal of Midwifery & Women’s Health existen otras causas además de la gestación y la lactancia. Entre ellas se encuentran a las siguientes:
Absorción intestinal inadecuada: debido a síndromes de malabsorción como enfermedad de Crohn, celiaquía o úlceras pépticas.
Enfermedades que aumentan los requerimientos: cáncer o enfermedad renal, sobre todo cuando se acompaña del tratamiento de hemodiálisis.
Alcoholismo crónico: dificulta la utilización de este compuesto.
Consumo de verduras con exceso de cocción: ya que el folato se destruye con facilidad.
Dietas restrictivas: que no incluyan un número considerable de alimentos fuente.
Exceso de actividad física.
Interacciones con medicamentos: por ejemplo la metformina, las aspirinas, los antiácidos y los anticonceptivos orales.
Mutaciones en los genes: los relacionados con el metabolismo o transporte de folatos.
Cirugía bariátrica.
¿Cuáles son las consecuencias de tener el ácido fólico bajo?
En todas estas situaciones pueden aparecer los síntomas típicos de tener el ácido fólico bajo. Según diversos estudios, las consecuencias que acarrea dicha deficiencia son variadas. Veamos a continuación con mayor detalle.
En un embarazo el ácido fólico bajo puede acarrear bajo peso al nacer, parto prematuro y malformaciones congénitas. Entre estas se destacan los defectos del tubo neural (DTN), las cardiopatías congénitas (CC) y el labio leporino. Esto es consecuencia de que los folatos desempeñan un papel crucial en la síntesis de ácidos nucleicos y la división celular.
Otro trastorno frecuente que se produce como consecuencia del ácido fólico bajo es la anemia macrocítica y megaloblástica. Esta enfermedad se caracteriza por un déficit de glóbulos rojos que adquieren un gran tamaño. Esto lleva asociado una serie de síntomas, como fatiga constante, problemas de memoria, trastornos del sueño, palidez y bajo peso.
La ciencia señala que los folatos ayudan a prevenir varios tipos de cáncer. Sin embargo, parece que este compuesto juega un doble rol, ya que la suplementación podría proteger contra la iniciación de esta patología en personas que tienen concentraciones bajas de folato en sangre, pero también facilitaría el crecimiento de lesiones tumorales cuando los niveles séricos son elevados.
Debido a que el ácido fólico es necesario para la síntesis de los neurotransmisores, las personas que tienen concentraciones bajas de estos pueden ser más propensas a tener depresión e irritabilidad. En relación a esto, se sugiere que suplementar con este nutriente ayudaría a mejorar la respuesta de los tratamientos antidepresivos.
Entre otros síntomas, la lengua se torna roja y se irrita produciendo sensación de quemazón. Además, pueden aparecer úlceras abiertas en la boca, cambios en el aspecto del cabello o las uñas y alteraciones gastrointestinales (diarrea).
¿Cómo se realiza el diagnóstico?
El diagnóstico del déficit de ácido fólico se realiza mediante análisis de sangre. Se puede medir la porción líquida, es decir el suero, o bien los glóbulos rojos. Es frecuente que estos tengan un tamaño superior a lo normal.
Posteriormente hay que evaluar la causa que genera la deficiencia, para lo que puede ser necesario realizar nuevos análisis u otras pruebas. Será el profesional médico quien haga las solicitudes en base a la sospecha inicial.
¿Cómo se trata y previene el ácido fólico bajo?
El ácido fólico puede obtenerse de vegetales, sobre todo aquellos con color verde intenso.
Debido a que el folato se encuentra presente en diferentes alimentos, se pueden obtener las cantidades recomendadas mediante la ingesta de los mismos. Así pues, para evitar su deficiencia lo aconsejable es consumir una dieta variada que contenga lo siguiente:
Verduras: espárragos, coles de Bruselas y hortalizas con hojas de color verde intenso, como la espinaca, la rúcula y la acelga.
Cereales integrales: arroz, avena, mijo, centeno y cebada.
Frutas y sus jugos: en especial las naranjas.
Frijoles y guisantes: lentejas, porotos y garbanzos.
Frutos secos: almendras, nueces, avellanas y maní.
Alimentos fortificados: harina, cereales para el desayuno, arroz y pastas. En este caso, debe estar expresado en el etiquetado nutricional.
Además de esto, se pueden emplear suplementos de folatos, siempre y cuando los recomiende el profesional. Así pues, en el caso de las mujeres que planifican la maternidad y las gestantes recientes, lo aconsejable es que consulten con el médico cuanto antes.
El ácido fólico bajo acarrea riesgos
Como verás, la vitamina B9 es fundamental para el correcto funcionamiento del organismo, desde la síntesis de células hasta el desarrollo del sistema nervioso en el feto. Por todo ello y para evitar las consecuencias que tiene no ingerir la cantidad diaria que se necesita, lo aconsejable es tener una dieta variada que incluya los alimentos mencionados.
Además, es fundamental que las mujeres embarazadas mantengan cubiertos los niveles, sobre todo durante los 3 primeros meses de gestación. Es en ellas que la suplementación está contemplada como obligatoria por los protocolos ginecológicos.
FUENTE: https://mejorconsalud.as.com/acido-folico-bajo-ocurre-consecuencias/
ERBE ALLEATE DELLE GAMBE
Capillari in evidenza e gonfiore: ecco come prevenire questi disturbi in modo naturale.
Le gambe piacciono di più, sosteneva una canzone degli anni Trenta. Niente di più vero, soprattutto quando non sono segnate da una ragnatela di sottili linee blu.
Proprio così: a provocare quel fastidioso e antiestetico reticolo di venuzze è l’insufficienza venosa, a sua volta causata dalla riduzione del tono dei vasi venosi delle gambe e dal cattivo funzionamento delle valvole che regolano la risalita del sangue dai piedi al cuore.
In pratica, le valvole si chiudono al passaggio del sangue, impedendone il riflusso verso il basso. Quando non funzionano bene, il sangue tende a ristagnare e a indebolire le pareti delle vene, che finiscono con il perdere il loro tono: i tubi si deformano, i liquidi ristagnano in basso, le caviglie e le gambe si gonfiano.
Il risultato? Capillari in rilievo, ovvero teleangectasie e odiose vene varicose. All’origine di questo disturbo circolatorio, ci sono fattori come la gravidanza, l’uso di alcune pillole anticoncezionale, l’obesità, la sedentarietà, l’alimentazione, il clima troppo caldo, il tipo di lavoro (più si sta in piedi, più si rende difficile la circolazione), la predisposizione genetica e l’appartenenza al sesso femminile.
Le donne, infatti, ne soffrono quattro volte più degli uomini a causa degli sbalzi ormonali (estrogeno e progesterone in testa).
Per fortuna, è possibile preservare la salute delle gambe e prevenire i disturbi circolatori: basta mantenere integri i vasi e i tessuti connettivali circostanti, migliorando la circolazione periferica, sia superficiale sia profonda, degli arti inferiori.
Un’arma formidabile ci arriva dalla fitoterapia: in natura esistono diverse erbe amiche delle gambe, che aiutano a prevenire e curare l’insufficienza venosa. Tra queste, le più efficaci sono la centella asiatica, la vite rossa, il mirtillo nero, l’ippocastano, il ginkgo biloba.
I loro effetti sono descritti sinteticamente nella tabella e, più avanti, spiegati in dettaglio:
Rimedio fitoterapico Funzione
Centella asiatica Riduce il senso di pesantezza alle gambe, il gonfiore alle caviglie, il prurito e i crampi notturni
Vite rossa Rafforza le pareti delle vene
Ippocastano Ha proprietà astringenti e antinfiammatorie
Ginkgo biloba Mantiene la tonicità capillare
Venuzze bye-bye
Riduce il senso di pesantezza alle gambe, il gonfiore alle caviglie, il prurito e i crampi notturni: è la Centella asiatica, una pianta originaria dei paesi tropicali e subtropicale del Sud-Est asiatico, che ha il pregio di stimolare la produzione di collagene, rendendo vene e capillari più resistenti ed elastici.
Dalle sue foglie si ricava la “frazione totale triterpenica” (FTTC), efficacissima nel contrastare l’insorgenza e la progressione dei problemi circolatori degli arti inferiori.
L’estratto secco può essere utilizzato in creme o compresse, quest’ultime da assumere nei mesi primaverili per essere in grado di affrontare l’estate.
La tollerabilità del prodotto consente di protrarre la somministrazione per alcuni mesi, ma è meglio evitarne l’assunzione in gravidanza e allattamento.
Perfetto per rafforzare le pareti delle vene e, di conseguenza, contrastare il gonfiore e la sensazione di pesantezza, anche la Vite rossa (nome scientifico Vitis vinifera). Un ulteriore vantaggio è dato dalla diminuzione della quantità di glicoproteine accumulate sulla membrana basale dei vasi capillari.
Il suo estratto, ricavato dalle foglie, è ricco di flavonoidi e di tannini antociani ed è ben tollerato. Per ottenere un buon risultato, però, bisogna completare un ciclo di somministrazioni di 2 o 3 mesi.
Se desiderate aumentare il tono, la resistenza e l’elasticità dei capillari, riducendone la permeabilità in eccesso e mantenendo in condizioni ottimali il tessuto connettivo sottocutaneo, l’Escina fa al caso vostro.
Si estrae dai semi di ippocastano (nome scientifico Aesculus hippocastanum), ha proprietà astringenti e antinfiammatorie e si assume, generalmente, nella stagione calda.
Azione protettiva dei vasi sanguigni anche per il Ginkgo biloba. Dalle sue foglie si ottiene un particolare estratto, indicato per il mantenimento della tonicità capillare, per favorire a livello cutaneo la microcircolazione e, quindi, combattere i sintomi dell’insufficienza venosa.
Capace di contrastare la fragilità e l’eccessiva permeabilità dei vasi sanguigni, il Mirtillo nero (vaccinium myrtillus). Il merito di questi effetti va agli antocianosidi, contenuti nelle sue bacche.
Tra i pregi, anche l’azione antiemorragica e l’effetto protettivo contro i radicali liberi. Per ottenere un buon risultato, deve essere assunto per 2 o 3 mesi, intervallati da periodi di sospensione di 15/20 giorni.
Fa parte del gruppo di erbe amiche delle gambe anche il Rusco, da cui si ricava la ruscogenina, un flavonoide naturale in grado di migliorare la funzione capillare e di ridurre la permeabilità anomala.
Le regole per restare in gamba
Per dare una mano alla circolazione non basta affidarsi alle erbe ma bisogna prestare attenzione al proprio stile di vita, che influisce significativamente sulla salute delle gambe.
I disturbi dovuti all’insufficienza venosa si possono prevenire (o migliorare) seguendo cinque, semplici regole.
Prima: la dieta. Alimentarsi in modo sano mantiene in salute le gambe. Il regime ideale consiste è il seguente:
bere almeno due litri di acqua al giorno ed evitare caffè, alcolici e bibite gassate;
mangiare molta frutta e verdura fresca, in particolare ananas (contiene la bromelina, un enzima che ha un effetto antinfiammatorio e anticellulitico);
ridurre il consumo di cibi grassi;
consumare una buona sufficiente quantità di fibre e di cibi ricchi di vitamina C, che rafforzano le pareti venose;
limitare l’uso del sale: favorisce la ritenzione dei liquidi ed è causa di aumento della pressione sanguigna e dell’ostruzione delle arterie.
Seconda: l’attività fisica. Un regolare esercizio fisico quotidiano, anche leggero, è il rimedio migliore per avere gambe toniche e sane. Gli sport più indicati sono quelli che rafforzano la muscolatura degli arti inferiori senza affaticare il sistema venoso: nuoto, jogging e bicicletta.
Vanno bene le lunghe passeggiate, meglio se lungo la riva del mare: l’acqua apporta un massaggio benefico per la circolazione.
Si può fare attività fisica anche dietro la scrivania: basta alzarsi dalla sedia ogni mezz’ora e fare quattro passi. E da seduti, muovere spesso i piedi, ruotare le caviglie e, soprattutto, evitare di accavallare le gambe.
Terza: massaggi&co. Servono a riattivare la circolazione linfatica e venosa, drenare i liquidi in eccesso e aumentare l’elasticità delle fibre muscolari. Affidatevi, però, a specialisti di comprovata bravura per non peggiorare la situazione.
Quarta: idroterapia. Al termine della giornata, immergete le gambe in acqua fredda e subito dopo tenetele per qualche minuto in verticale: bagni, docce fredde e idromassaggio sono utili al miglioramento della circolazione.
Evitate, invece, saune e bagno turco: provocano la dilatazione delle vene. Per lo stesso motivo non bisogna esporsi al sole nelle ore più calde della giornata ed è bene non eccedere con le lampade a raggi ultravioletti.
Quinta: dress&shoes code. Se soffrite di problemi circolatori, fate attenzione al vostro abbigliamento, soprattutto d’estate.
Perfette le gonne e i pantaloni morbidi, in tessuti naturali come cotone, seta e lino. No ai jeans stretti, che comprimono e surriscaldano le gambe. No anche ai tacchi alti o alle ballerine rasoterra: scegliete scarpe comode, con un tacco non superiore ai 4 centimetri.
FONTE: https://www.saperesalute.it/erbe-alleate-delle-gambe
domingo, 13 de noviembre de 2022
MINIHAMBURGUESA DE GUISANTES Y ZANAHORIA
Hamburguesas vegetales se pueden hacer con una gran variedad de ingredientes, pero esta combinación en concreto queda espectacular. Es una de las recetas que hace poquito que hemos descubierto y ya forma parte de nuestro menú familiar porque en casa nos chifla a los 3.
Además, es una opción super saludable ya que está elaborada con alimentos reales. Hay que recordar que muchas de las hamburguesas vegetales que nos venden hechas, llevan ingredientes que no nos interesan como; harinas refinadas, aceites de mala calidad e incluso azúcares o edulcorantes. Por ese motivo yo siempre recomiendo que las hagamos nosotros en casa, de este modo, nos aseguraremos de que comemos una hamburguesa de calidad.
Ingredientes (2 personas)
230g de guisantes congelados
190g de zanahoria
1 cebolla
1 diente de ajo
30g de harina de almendra
Preparación
Hervimos los guisantes con agua y sal durante 6 minutos. Dejamos enfriar.
Picamos la cebolla, el ajo y la zanahoria y lo pochamos todo junto en una sartén con un chorro de aceite de oliva.
Chafamos los guisantes con la ayuda de un tenedor y los mezclamos con las verduritas.
Agregamos la harina de almendra, un chorro de aceite de oliva, salpimentamos al gusto y mezclamos bien.
Dejamos reposar en la nevera para que la mezcla se compacte y nos sea más fácil hacer las hamburguesas.
Con la ayuda de las manos, damos forma a las hamburguesas y las calentamos en una sartén hasta que tengan un color tostadito.
FUENTE: https://arrelsdesempre.com/minihamburguesas-de-guisantes-y-zanahoria/
HAMBURGER DI ZUCCA: GUSTOSI, NUTRIENTI E A BASSISSIMO CONTENUTO CALORICO
La zucca è uno degli ortaggi tipici dell’autunno che, oltre ad avere un gusto delizioso, è anche ricchissimo di proprietà terapeutiche e benefici per la salute.
In questo articolo ti proponiamo la ricetta degli hamburger di zucca, un nuovo modo per includere questo gustoso ortaggio nella propria dieta, e godere dei suoi benefici.
La zucca è ricca di nutrienti come il potassio, che aiuta a regolare la pressione sanguigna, e la vitamina A, che migliora e protegge la vista. Le sue proprietà antiossidanti ci aiutano ad aumentare le difese e, essendo povera di calorie, la zucca ci aiuta anche a perdere qualche chilo di troppo.
Ingredienti degli hamburger di zucca: 400 grammi di zucca, 1 spicchio d’aglio, 100 grammi di fiocchi d’avena, prezzemolo, sale, pepe nero e curcuma.
Cuoci la zucca in acqua e sale fino a farla intenerire. Nel frattempo, tritura aglio e prezzemolo.
Macina la zucca fino ad ottenere una specie di purè, poi aggiungi l’aglio e il prezzemolo, quindi il sale, il pepe nero, la curcuma e l’avena, mescolando bene per far integrare gli ingredienti.
Con le mani dai la forma agli hamburger di zucca, e cuoci nel forno a 180 gradi per 25 minuti. Capovolgi gli hamburger a metà cottura.
FONTE: https://www.rimedio-naturale.it/hamburger-di-zucca-gustosi-nutrienti-e-a-bassissimo-contenuto-calorico.html
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